Il nome: deriva dall'antico dialetto bolognese "ciao ciao": lasci la porta aperta e non mi vedi più
Taglia: medio, trasformata in medio-grande dall'incredibile quantità di pelo che avvolge la varietà a pelo lungo. Tendenzialmente poco attivo, si attiva quando meno ve lo aspettate.
Mantello: esiste in due varietà a pelo corto e fitto, facile da accudire e pertanto poco diffuso e a pelo lungo, foltissimo che perde in grande quantità tale da regalare a questa razza la definizione di "fabbrica di materassi". Il mantello duplica la taglia del cane che, al suo interno, è perfettamente isolato dal mondo esterno e di conseguenza è sordo ad ogni richiamo ed impassibile di fronte ad ogni stimolo. E' impossibile rintracciare eventuali pulci o zecche a spasso nella selva. Il colore può essere nero, blu scolorito, crema, cannella e rosso in tutte le tonalità. Quest'ultima colorazione, per volere del governo comunista cinese, è la più diffusa.
Caratteristiche generali: è un cane di taglia media, piuttosto quadrato, reso informe dalla grande quantità di pelo. I garretti sono praticamente dritti e il Chow Chow cammina come se indossasse i tacchi a spillo. I soggetti ipertipici sono diventati tali dopo l'impatto con un autocisterna coreana. Gli occhi piccoli e affogati nel pelo contribuiscono ad isolarlo dal mondo. La lingua blu diviene genericamente tale a causa dell'utilizzo scriteriato del collare a strozzo: i Chow possono decidere di tirare come caterpillar e al proprietario non resta che piangere.
Carattere: i testi cinofili buonisti lo descrivono come un cane riservato, serio, pieno di saggezza orientale, in realtà è un opportunista. Capace di passare le giornate sdraiato a sfinge come le statue guardiane dei templi buddhisti in realtà, dietro lo sguardo inespressivo (tale da fargli meritare il soprannome "faccia da Buddha") vi osserva a distanza spiando ogni vostra mossa nell'attesa di cogliervi impreparati. Il Chow amerà sdraiarsi nei punti chiave della casa e restare immobile per ore: il 75% dei proprietari di Chow Chow ha subito una plastica al naso dopo essere inciampato nel proprio cane. Il Chow Chow, che si comporta come se il padrone non esistesse, deciderà di alzarsi al momento meno opportuno per sbarrarvi la via di accesso al bagno: il 26% dei proprietari sono stati ricoverati al pronto soccorso in seguito a blocchi intestinali legati all'inutilizzo del WC. Il tentativo di rimuovere questo cane-statua con le buone maniere non porta mai a risultati mentre l'utilizzo di metodi più energici provoca spiacevoli confronti diretti: il 92% dei proprietari di Chow indossa con disinvoltura cicatrici da morso. Il cane deciderà di abbandonare la sua versione pietrificata quando voi, ignari, confidando nella sua immobilità, l'avrete lasciato in custodia ai vicini per prendervi una meritata vacanza alle Maldive: con insospettata agilità la palla di pelo fuggirà dal giardino per sconfinare in un parco naturale, catturare una lepre e depositarla poi sullo zerbino di casa. Rientrati dalle vacanze troverete una citazione in tribunale e un Chow che, da buon cinese, esigerà una lepre laccata. L'8% dei proprietari è stato ricoverato almeno una volta al pronto soccorso per ustioni da cucina cinese. Utilizzato egli stesso in madrepatria a fini alimentari il Chow Chow, è molto selettivo con il cibo, non mangia tutto, pretende cosa mangiare e quanto mangiarla: è capace di digiunare per mesi in attesa della pietanza opportuna. Il proprietario del Chow ha come migliore amico la gastronomia all'angolo ed è cliente d'oro Esperya. Anche per quanto riguarda le passeggiate il Chow è molto esigente nel decidere quando, dove e con chi. Tende a prediligere le notti buie e tempestose pretendendo che lo si porti a spasso (o per lo meno gli si tenga compagnia in giardino) tra una folata di vento e l'altra. In passeggiata decide lui dove bisogna andare, è irrilevante il fatto che lo teniate al guinzaglio o meno, il Chow guida e voi seguite ma? attenzione, non pensiate di potervi sottrarre al supplizio ingaggiando un adolescente come dog sitter: il Chow decide con chi uscire, se l'accompagnatore non gli andrà a genio si rifiuterà di seguirlo pietrificandosi e/o tirando verso casa. Non cercate di addestrarlo, ne tanto meno portatelo da un comportamentista: vi dirà che ha ragione il cane e siete voi a non essere capaci di comprendere la sua orientalità. Il Chow è sordo a ogni richiamo e inaddestrabile, non provateci, morderà l'istruttore.